The 7th Side #15 – TNA Final Resolution ‘09 review

The 7th Side - TNA Final Resolution 09

The 7th Side - TNA Final Resolution 09

Amici di Italian iMPACT, fan della TNA di tutta Italia, bentrovati sulle pagine del Seventh Side, che questo mese arriva in “ritardo” per via del periodo natalizio nel quale casca e, oltre all’usuale compito di commentare e valutare assieme quanto occorso durante l’ultimo PPV della nostra compagnia preferita, ha anche il dovere e il piacere di augurare a tutti voi Buone Feste e soprattutto… Buon 2010! Il 2009 è agli sgoccioli (a tal proposito vi ricordo che avete ancora pochissime ore per votare per i 2009 TNA Awards) e sicuramente siamo tutti eccitati per quello che ci aspetta nel 2010, un anno importantissimo se non fondamentale per la TNA, che inizierà col botto già il 4 gennaio, quando dagli schermi di Spike TV da una parte e di USA Network dall’altra si combatterà una guerra a suon di rating di quelle che non si vedevano da anni nel mondo del wrestling. Una sfida decisamente carica d’attesa, con le due “squadre rivali” capitanate da Hulk Hogan, che finalmente debutterà live on screen nella federazione di Dixie Carter, e nientemeno che Bret Hart dalla parte della WWE, richiamato da Vince McMahon per contrastare l’ondata giallo-rossa di Orlando. Avremo modo di parlarne approfonditamente quando sarà il momento, mentre per ora vi lascio con uno spunto di riflessione: l’attesa più febbrile degli ultimi anni di wrestling è rappresentata da due icone degli anni ‘90, quasi ad ammettere che il business non è stato in grado in questi ultimi 15 anni di “partorire” stelle al loro livello. E’ davvero così? Duole ammetterlo, ma credo che eccezion fatta per due nomi altisonanti come Steve Austin e The Rock, il resto possa tranquillamente passare in secondo piano.
Ma il 4 gennaio è settimana prossima… ora è tempo di concentrarci su quello che è avvenuto domenica scorsa a Final Resolution!

The British Invasion (Brutus Magnus e Doug Williams) (c) sconfiggono i The Motor City Machineguns (Chris Sabin e Alex Shelley)

Molte volte ho detto che AJ Styles rappresenta e incarna la TNA meglio di chiunque altro. Se dovessi dire la stessa cosa per un tag team, sicuramente lo farei per i MMG. Sabin e Shelley sono tutto quello che piace al pubblico: belli (ovviamente questo gioca in favore del pubblico femminile e di Michael del Grande Fratello), giovani, agili, veloci, tecnicamente dotati, coordinati, innovativi ma, purtroppo, non vincenti. Come sottolineato anche dal buon Tenay in fase di telecronaca il duo di Detroit non ha mai conquistato le cinture iridate, pur meritandoselo più di qualunque altro team attualmente in attività. Nemmeno domenica contro i British Invasion è arrivato il loro turno. Magnus ha sfoggiato la solita prestazione opaca, Williams la solita “concreta” e senza sbavature. Nonostante questo i campioni di coppia sono ancora loro e la World Elite può vantarsi di avere nella sua stable anche questi due campioni, oltre al leader e Global Champion Eric Young. La mia speranza è che i MMG vengano al più presto premiati con il riconoscimento che si meritano, soprattutto dopo l’ottima prova di questa sera che ha sancito, se ancora ce ne fosse il bisogno, la loro sublime qualità all’interno dell’esagono.

Build-up: 5
Working: 7
Finale: 6

Overall: 7

Tara sconfigge ODB (c)

Dopo il match del mese scorso con Awesome Kong, mi aspettavo da Tara ed anche da ODB una prestazione con i fiocchi. Invece ci siamo trovati ad osservare il “solito” noioso match tra knockout decisamente poco ispirate, imprecise e scoordinate. Ne esce vincitrice cmq Tara, che conquista l’alloro per la seconda volta. Speriamo soltanto che il suo regno sia più convincente e soprattutto duri più del primo. Nel frattempo puntiamo gli occhi verso altre donnine che potrebbero tranquillamente strizzare un occhi al main eventing: penso ad Hamada, Roxxi (che ahimè, si è fratturata la caviglia durante gli ultimi tapings di iMPACT!) o Alyssa Flash.

Build-up: 6
Working: 5
Finale: 5

Overall: 5

Feast or Fired: Kevin Nash, Sheik Abdul Bashir, Samoa Joe e Rob Terry sconfiggono Robert Roode, James Storm, Eric Young, Homicide, Kiyoshi, Cody Deaner, Jay Lethal e Consequences Creed

Parlando di Feast or Fired, ho sentito molti esprimersi a sfavore di questa tipologia di match. Personalmente non la trovo malaccio, se non fosse per alcune storyline che ne scaturiscono che nel corso degli anni non gli hanno mai permesso di assumere importanza. Vuoi per i “licenziamenti”, fino ad oggi palliativo per “mascherare” o “smascherare” dei wrestlers o semplicemente per far prendere loro un periodo di riposo, vuoi per le title shot che non hanno mai lasciato il segno negli sviluppi scaturiti. Nemmeno quest’anno credo si possa fare un’eccezione, visto che Rob Terry è entrato in possesso dell’ X-Division title shot che assolutamente non gli si addice ne come personaggio ne come stile sul ring. La title shot per il Tag title va a Nash, che come preannunciato da più fonti e ricordato anche dal buon Richi nel suo Monday Night Recliner molto probabilmente la utilizzerà all’occorrenza della prossima reunion dell’NWO (o come diavolo si chiamerà) che sembra ormai certo porterà di nuovo in quel di Orlando nientemeno che Scott Hall. Il premio più importante e ambito va invece ad un Samoa Joe che attualmente non credo abbia delle chance per entrare di nuovo in possesso del titolo assoluto, salvo clamorose sorprese. Per quanto riguarda l’incontro in se tra l’altro è stato decisamente confusionario, senza particolari spot o momenti da segnalare.

Build-up: 6
Working: 6
Finale: 6

Overall: 6

Elimination match: Matt Morgan, Hernandez, D’Angelo Dinero, e Suicide sconfiggono Rhino, Jesse Neal e Team 3D (Brother Ray e Brother Devon)

Strana stipulazione: Hernandez inizia da solo contro tutti gli altri e se viene schienato l’incontro finisce subito. Chi ci crede? Nessuno… Infatti l’incontro prosegue, tra l’altro anche in questo caso senza regalare momenti memorabili, ma soltanto “passabili” e probabilmente più adatti ad una qualsiasi puntata di iMPACT! che ad un PPV. Alla fine è Morgan a rimanere sul ring palesando quello che in fin dei conti era lo scopo di questo match: portare avanti il suo push pur rimanendo in un periodo di transizione e senza impegnarlo in rivalità ben definite. A mio parere non è certo questo il modo di gestire un atleta che per tutto il 2009 ha dimostrato di meritare ben altro e di appartenere a palcoscenici più importanti (main event) di un elimination-calderone-match. Tra l’altro… in tutto questo Hernandez si trova a ricoprire un ruolo anonimo e personalmente credo che il suo momento da face sia esaurito e debba scrollarsi di dosso quell’aria da pacioccone grande e grosso per diventare un vero heel, magari come braccio destro di Young nella WE.

Build-up: 7
Working: 6
Finale: 6

Overall: 6

Bobby Lashley sconfigge Scott Steiner

Feud abbastanza raffazzonato ma almeno costruito attorno ad una rivalità ben definita, cosa abbastanza rara in TNA. Nessuno tra Lashley e Steiner impressionano a tal punto da meritare degli elogi; diciamo che fanno quello che devono fare, senza strafare e senza tirarsi indietro in quello che (speriamo) sia l’ultimo capitolo di questa storyline che francamente ha stancato un po’ tutti. Steiner è ancora in un buon periodo di forma, anche se tra le prove messe in scena di recente quest’ultima è forse la meno sorprendente. Lashley ha ripreso confidenza col wrestling e, a mio giudizio, dei progressi sono stati fatti dal suo arrivo in TNA.

Build-up: 7
Working: 6
Finale: 6

Overall: 6

Abyss e Mick Foley sconfiggono Raven and Dr. Stevie

Match giostrato sui binari harcore, perfettamente in linea con i character coinvolti nella contesa. Niente di sconvolgente, a parte il bump di Foley che si getta su uno Stevie imprigionato nel barbed-wire: davvero impressionante per la “potenza” con il quale il colpo è stato portato e per l’inquadratura particolarmente azzeccata che ne ha evidenziato l’aggressività. Anche in questo caso il mio augurio è che ci si trovi al capitolo finale di una storyline strariscaldata, dalla quale tutti hanno bisogno di liberarsi, soprattutto i face di turno. Foley è già proiettato al futuro, con l’imminente arrivo di Hogan, mentre per Abyss è ancora tutto da scoprire. Raven e Stevie cosa faranno? Poco importa, in tutta onestà.

Build-up: 7
Working: 7
Finale: 6

Overall: 6

Three Degrees of Pain: Kurt Angle sconfigge Desmond Wolfe

Ripetere una prestazione immensa come quella messa in atto il mese scorso da questi due atleti pareva impossibile e invece è successo. Quanti bite dovremo sprecare ancora per scrivere elogi al signor Angle: e ditemi voi se non stiamo parlando del più grande di tutti i tempi. Ovvio, c’è chi dirà che Hogan, The Rock, Steve Austin o persino John Cena siano di un altro pianeta… e in effetti è proprio così. Parlare di Angle senza riferirsi al “migliore che ci sia sempre stato”, come recita la sua theme song, è semplicemente da ottusi o da chi non si rassegna al fatto che non sempre la qualità vada ricercata per forza di cose ne passato. Wolfe e Angle si parlano, dialogano, ballano sul ring calpestandolo si e no per 1/5 della sua superficie, eppure quante cose vengono raccontate in un metro quadro da questi due signori che trasudano qualità da ogni poro. Tecnicamente ineccepibile il “primo round”, stupefacente il secondo “subsmissions only”, violento e imprevedibile il terzo con la regola dell’escape. La domanda alla quale tutti cercano di dare risposta in questi giorni è “meglio Angle-Wolfe I o Angle Wolfe II”? Seppur non reputi importante questa risposta di fronte ad uno spettacolo che in ogni caso deve farci ringraziare il signore di essere fan di wrestling, se proprio dovessi rispondere darei un punticino in più a questo Three Degrees of Pain, ma mi rendo conto che è un giudizio soggettivo dato dalla mia predilizione per certe stipulazione speciali. La valutazione oggettiva mi porta invece a preferire (seppur di poco) il match di Turning Point. Ma infondo… importa a qualcuno?

Build-up: 8
Working: 8
Finale: 8

Overall: 8

A.J. Styles (c) sconfigge Daniels

Dopo lo splendido match del mese scorso, al quale è stato “sottratto” Samoa Joe, anche questo main event riesce pienamente nel ruolo prefissato, ovvero dare un esempio concreto e ineccepibile che il TNA-Style esiste, eccome! Styles e Daniel ne sono due grandissimi rappresentanti, forse i più grandi e il conoscersi a memoria unito alla grande abilità nell’inscenare match di questa tipologia ha permesso loro di chiudere questo Final Resolution nel migliore dei modi possibili. Non abbiamo avuto un attimo di “stanca”, anzi, gli spunti per esaltarsi si sono susseguiti ad un ritmo incalzante per tutta la durata del match, con momenti “acuti” nel finale, decisamente ben studiato e spettacolare. La Styles Clash dal paletto e il modo nel quale è stata costruita questa mossa devono essere da esempio per tutti i booker che, fino a due mesi fa, credevano che l’unico modo spettacolare per concludere un match fosse un’interferenza esterna o una qualsiasi cosa riconducibile all’overbooking. Tanto di cappello a A.J., ovazione per Daniels che esce sconfitto ma incredibilmente rafforzato da questa prestazione che ha dimostrato quanto questo ragazzo si meriti di stare nel main eventing e di fare anche un bel giretto titolato. Anche in questo caso una domanda: meglio questo match o il precedente tra Angle e Wolfe? Io non rispondo, lascio il freddo computo ai “numeri” che trovate nelle pagelle sotto i miei commenti. Il mio cuore, stasera, non riesce a decidersi.

Build-up: 8
Working: 7
Finale: 8

Overall: 8

TNA Final Resolution 2009: 7

Gli ultimi due match di Final Resolution lo “salvano” dalla sufficienza e permettono a questo evento di entrare nei “must see” dell’anno, non fosse altro per rendersi conto che a livello tecnico-qualitativo, la TNA non ha davvero rivali.

Ora gli occhi di tutti sono puntati al 4 gennaio e a quello che avverrà con l’arrivo di Hogan da una parte e di Hart dall’altra. Non chiedetemi pronostici sui rating o su quello che accadrà. Dico solo… gustiamoci in santa pace questo momento storico di wrestling e poi avremo tutto il tempo di commentare assieme quello che è avvenuto. Per quanto riguarda i pronostici poi… ci ha già pensato Faramir!

Buon anno a tutti!

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