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Holy Sheet #9

Amici di italianimpact.com siamo al numero 9 di Holy Sheet, un saluto a tutti da Giovanni Cuzziol.

Alla fine dunque, siamo arrivati alla Monday Night War 2.0. Tanto attesa, tanto agognata, ed in attesa dei dati di ascolto possiamo analizzare come è andata, ovviamente parlando di TNA iMPACT!.

Da un punto di vista personale, la puntata di lunedì non mi è piaciuta molto. Se quello che più ha caratterizzato la nuova TNA di Hogan e Bishoff è stato il fattore “caos”, ovvero show che di settimana in settimana aggiungevano fin troppa carne al fuoco, sempre nuova, lasciando così interdetti noi spettatori fedeli, lunedì il “caos” è stato totale. Davvero. Uno show senza capo nè coda, con l’aggravante di una regia al limite del dilettantesco. Ma andiamo con ordine.

Tutto inizia con l’annunciatissimo e pompatissimo incontro che vede il ritorno sul ring di Hogan e Flair. Da appassionato di questo sport sinceramente non sentivo la mancanza dei due e dopo averli visti in “azione” temo che il famoso spettatore occasionale non si sia eccitato molto allo spettacolo offerto. Il mio pensiero è andato a quei lottatori messi da parte negli ultimi tempi per dare spazio e risalto a due wrestlers che, francamente, hanno fatto il loro tempo. Non metto in discussione il valore di due come Flair e Hogan ma il loro tempo sul ring è palesemente finito; guardare l’incontro per constatare questo. Il quadro si completa con Abyss e la storyline dell’anello, che è triste, e con la cosa positiva del ritorno di Sting, usato però per tutta la puntata in maniera troppo “caotica”.

Scatta l’ora della X Division con Bishoff che decreta un incontro valido per il titolo tra Kaz. Daniels e il campione Williams: incontro tutto sommato buono: peccato constatare la “casualità” di questi incontri messi lì senza un preciso motivo. Tutto si conclude con la conferma del campione in carica, che viene però attaccato da un nuovo arrivo, ovvero Shannon Moore, il quale viene designato anche come primo contendente al titolo al ppv Destination X. Ora la teoria del “caos” torna con forza qui: perché Shannon Moore è il contendente al titolo? Non ha senso, nulla. Mah…

La presidentessa Dixie decreta un match per Sting e il suo sfidante è niente meno che RVD. Questa è davvero l’unica nota positiva della puntata, non il match in se, ma l’arrivo di RVD in TNA. Un debutto rovinato però da un after match desolante: Sting che attacca ripetutamente il povero Rob e la sicurezza per un infinito numero di minuti. Davvero…. non finiva più questo segmento… e come sappiamo il troppo “stroppia”, facendo diventare il tutto molto noioso e molto meno credibile. Altro “caos”, altra carne al fuoco.

La puntata continua senza entusiasmi particolari e si giunge al main event della serata: un re-match tra Flair ed Aj contro Hogan e Abyss il tutto però in un no-disqualification. Immaginate la mia gioia nel rivedere le due leggende ancora sul ring, ancora con un realismo che, se non fosse per il sangue, sarebbe tutto una comica. Grande baruffa sul ring dove intervengono anche Wolfe e Dinero, altro “caos”, con incursione finale del ri-debuttante Jeff Hardy, che ovviamente si schiera con i buoni e la puntata sfuma con il buon Jeff che effettua una swonton bomb. O almeno presumiamo perché proprio mentre si appresta a saltare la puntata finisce… WTF!!!

La disanima della teoria del caos, per ora, finisce qua l’appuntamento è sempre qui su italianimpact.com.

Alla prossima… Ciao!

Giovanni Cuzziol

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